Il mondo che oggi ognuno di noi giovani si trova di fronte si presenta con immense montagne da scalare, la nostra vista non riesce nemmeno a scorgere la cima, la fatica aumenta nell’attesa di trovare qualche appiglio e l’unica certezza che ci rimane è di esser sicuri che si continua a salire senza sapere né a che altezza ci troviamo né quando arriveremo.
Purtroppo, ci ritroviamo alle soglie dell’età adulta e la nostra veduta si limita a pochi metri da noi stessi ormai non sappiamo neanche il significato della parola “orizzonti”, come se fosse accaduto che qualcuno o qualcosa si sia impadronito del nostro futuro e ci abbia lasciato con la sola possibilità di guardare al passato e rimpiangere i bei vecchi tempi. La generazione precedente alla nostra, da quanto ho letto dai libri di storia e ciò che mi dicono gli adulti, era più lungimirante nel guardare al futuro e se le certezze mancavano cercava di trovare una soluzione secondaria nel tentare di costruire il progetto del futuro, dell’età adulta. Si scendeva in piazza, si manifestavano i propri dissensi nel modo opportuno senza sconfinare nella volgarità o alzando sgarbatamente troppo i toni. Oggi, invece, ho quasi l’impressione che i giovani (io compreso) si stessero cullando sull’eredità lasciataci da questa generazione come se le cose cadessero dal cielo. D’altro canto, però, non si può pretendere che l’input arrivi dai giovani stessi, ancora con troppa poca esperienza alle spalle per immaginarsi un futuro congruo alle proprie aspirazioni e possibilità. E così ci rendiamo conto che pure le istituzioni, forse le uniche che possano riuscire nell’intento, ci stanno abbandonando, ci stanno lasciando in balìa di noi stessi! Fino a poco tempo fa, uno dei pochi spiragli di luce era la Scuola, l’Università, la Ricerca: oggi è rimasto poco o nulla con i tagli programmati dall’esecutivo italiano. Già ci sono poche prospettive, poi si vanno quasi ad azzerare le speranze di un futuro lavorativo migliore attraverso lo studio, così quando ci troviamo davanti un ragazzo o una ragazza che studia, che ha voglia di scommettere su sé stesso e sul proprio futuro, ci vien da dire: “Ma chi te lo fa fare? Tanto o vai all’estero o il tuo tempo è perso sui libri!”. Mancando il lavoro, cominciano a venire meno le motivazioni per creare una nuova famiglia, per fare investimenti importanti, ecc. il risultato è un’economia ferma quindi uno Stato che arranca tra una difficoltà e l’altra; se arranca oggi, la situazione sarà ancor più malridotta un domani con i giovani che non sanno che pesci prendere. In un paese industrializzato e all’avanguardia come l’Italia, sentir dire una cosa del genere dovrebbe far vergognare tutti coloro i quali ci governano, perché secoli di storia e cultura che ci portiamo alle spalle che hanno fatto diventare il nostro paese uno tra i più importanti al mondo (se non il migliore), si stanno via via perdendo in corruzione e disinteresse totale. Secondo il mio modesto modo di vedere, una persona che nel contesto lavorativo non asseconda la passione di una vita, facendo un lavoro che non lo soddisfa più di tanto, è segno di una decadenza generale che vede le persone costrette a fare un lavoro che non piace solo per ragioni economiche. Allo stesso momento nella vita contemporanea avere un lavoro è diventata una fortuna, quasi un terno al Lotto… E domani come sarà? Ammesso e non concesso che la situazione peggiori, quali saranno le prospettive lavorative per i giovani di oggi e gli adulti del domani? Con un tasso di disoccupazione che aumenta chi dà le certezze opportune a coloro che un domani saranno la parte attiva della società italiana?
Beh, dare una risposta esaustiva con queste condizioni storiche a tutte queste domande messe insieme si rivela alquanto difficile. Una delle cose che invece a mio parere si potrebbe fare è cominciare a rispondere un po’ per volta ad almeno una di queste domande per poi passare una dopo l’altra a dare le migliori soluzioni a una generazione giovanile che si sta smarrendo tra mass-media e social network vari. Bisogna che ognuno si dedichi verso qualcosa che lo gratifichi non tanto in vista di un successo futuro quanto per esprimere al meglio sé stessi in un mondo che inavvertitamente corre e noi non possiamo assolutamente rimanere indietro.