L'uomo da sempre si è distinto nella storia per il fatto che nessun altro individuo animale riesca ad emularlo in quanto a creatività, sensazioni, emozioni e soprattutto ragione. Nonostante tutto, però, ci sono momenti in cui la personalità di un uomo non si mostra affatto nella sua completezza bensì mostra solo ed esclusivamente determinati lati della propria personalità.
Tutto ciò non dipende sempre dalla volontà dell'individuo ma è come se ci fosse una forza proveniente dall'esterno che ci obblighi, di occasione in occasione, a mostrare una volta questo, l'altra volta un altro aspetto della personalità. Ed è così che ci sono periodi in cui si mette più in evidenza il lato razionale di un uomo e periodi in cui si lascia cullare dai sentimenti e dalle emozioni.
L'intera vita viene quindi trascorsa come se si fosse un pendolo, i cui punti di estensione massima sono da una parte la ragione dall'altra i sentimenti. Un continuo oscillare da un punto all'altro che prevede necessariamente di passare anche per il "centro", il punto equidistante dagli altri due estremi. Questo è il momento in cui l'uomo si esprime nella sua interezza assoluta poichè non si trova né completamente da una parte, né dall'altra. Riflessioni e impeti, sensazioni e pensieri vengono a miscelarsi creando un'essenza che solo l'uomo in questo particolare momento è capace di creare. Probabilmete questo è il periodo più bello dell'esistenza umana che non capita solo una volta, infatti il pendolo passa per il centro diverse volte durante la sua lenta ma insesorabile oscillazione, però è il periodo più breve perché il pendolo venendo da uno dei due estremi comincia la sua discesa aumentando velocità per poi risalire faticosamente verso l'altro estremo.
Il più breve ma anche il più intenso periodo, tempo in cui l'individuo prende coscienza del fatto che non si è costituiti solo da carne ed ossa ma c'è anche sostanza astratta: "anima" alcuni la chiamano! Agli animali, invece, questo straordinario fenomeno non capita, come se il loro percorso non segue un moto armonico ma arrivando in prossimità del centro hanno una deviazione che non permette loro di godere di un momento a dir poco fantastico.
Ogni uomo, d'altra parte, è diverso da chiunque altro e quindi unico nel suo genere; facile dedurre che l'"oscilazione" cambia impercettibilmente da un individuo all'alro. Infatti dove sta la differenza tra un uomo saggio e uno sprovveduto? Il saggio nel momento in cui si avvia ad intraprendere il percorso di risalita verso un estremo del pendolo, non cancella dalla propria memoria ciò che ha vissuto durante la fase centrale ma ne fa un buon uso, ricordando tutti i momenti felici e non, traendone i migliori insegnamenti, per evitare di lasciarsi abbandonare completamente all'istinto o alla pura razionalità. Lo sprovveduto, al contrario, si lascia trasportare indifferentemente da questa o l'altra parte godendo di piaceri vani ed effimeri, non trovando quindi il senso più profondo della vita.
"In medio stat virtus" dicevano i filosofi antichi...
Tutto ciò non dipende sempre dalla volontà dell'individuo ma è come se ci fosse una forza proveniente dall'esterno che ci obblighi, di occasione in occasione, a mostrare una volta questo, l'altra volta un altro aspetto della personalità. Ed è così che ci sono periodi in cui si mette più in evidenza il lato razionale di un uomo e periodi in cui si lascia cullare dai sentimenti e dalle emozioni.
L'intera vita viene quindi trascorsa come se si fosse un pendolo, i cui punti di estensione massima sono da una parte la ragione dall'altra i sentimenti. Un continuo oscillare da un punto all'altro che prevede necessariamente di passare anche per il "centro", il punto equidistante dagli altri due estremi. Questo è il momento in cui l'uomo si esprime nella sua interezza assoluta poichè non si trova né completamente da una parte, né dall'altra. Riflessioni e impeti, sensazioni e pensieri vengono a miscelarsi creando un'essenza che solo l'uomo in questo particolare momento è capace di creare. Probabilmete questo è il periodo più bello dell'esistenza umana che non capita solo una volta, infatti il pendolo passa per il centro diverse volte durante la sua lenta ma insesorabile oscillazione, però è il periodo più breve perché il pendolo venendo da uno dei due estremi comincia la sua discesa aumentando velocità per poi risalire faticosamente verso l'altro estremo.
Il più breve ma anche il più intenso periodo, tempo in cui l'individuo prende coscienza del fatto che non si è costituiti solo da carne ed ossa ma c'è anche sostanza astratta: "anima" alcuni la chiamano! Agli animali, invece, questo straordinario fenomeno non capita, come se il loro percorso non segue un moto armonico ma arrivando in prossimità del centro hanno una deviazione che non permette loro di godere di un momento a dir poco fantastico.
Ogni uomo, d'altra parte, è diverso da chiunque altro e quindi unico nel suo genere; facile dedurre che l'"oscilazione" cambia impercettibilmente da un individuo all'alro. Infatti dove sta la differenza tra un uomo saggio e uno sprovveduto? Il saggio nel momento in cui si avvia ad intraprendere il percorso di risalita verso un estremo del pendolo, non cancella dalla propria memoria ciò che ha vissuto durante la fase centrale ma ne fa un buon uso, ricordando tutti i momenti felici e non, traendone i migliori insegnamenti, per evitare di lasciarsi abbandonare completamente all'istinto o alla pura razionalità. Lo sprovveduto, al contrario, si lascia trasportare indifferentemente da questa o l'altra parte godendo di piaceri vani ed effimeri, non trovando quindi il senso più profondo della vita.
"In medio stat virtus" dicevano i filosofi antichi...